Campioni nazionali alla sbarra

Gli avvisi di garanzia riferiti a eventuali pagamenti in nero dei vertici di Finmeccanica, per la presunta facilitazione di forniture di elicotteri Agusta al ministero della Difesa dell’India, pongono le istituzioni italiane in una situazione delicata che non può essere affrontata con le normali procedure, sebbene la giustizia debba fare il suo corso. Infatti i sospetti di corruzione, che riguardano partiti politici in Italia, potrebbero avere implicazioni anche a livello internazionale.
8 AGO 20
Immagine di Campioni nazionali alla sbarra
Gli avvisi di garanzia riferiti a eventuali pagamenti in nero dei vertici di Finmeccanica, per la presunta facilitazione di forniture di elicotteri Agusta al ministero della Difesa dell’India, pongono le istituzioni italiane in una situazione delicata che non può essere affrontata con le normali procedure, sebbene la giustizia debba fare il suo corso. Infatti i sospetti di corruzione, che riguardano partiti politici in Italia, potrebbero avere implicazioni anche a livello internazionale, scalfendo l’immagine dei vertici aziendali di una delle poche imprese italiane ad alto contenuto tecnologico e operanti sullo scacchiere internazionale. E’ auspicabile che i magistrati del nostro paese, in questo caso, siano particolarmente attenti a salvaguardare il segreto istruttorio, per evitare il chiasso del circo mediatico-giudiziario che non rimarrebbe racchiuso nei confini nazionali ma arriverebbe dall’altra parte del globo.
Ma non è questo, per quanto di estrema rilevanza, il punto cruciale. Ciò che è in gioco è il destino di Finmeccanica come gruppo integrato: un patrimonio nazionale di grande valore nell’industria aerospaziale, nella difesa e altro ancora, che produce soprattutto per l’esportazione. Ora occorre che il governo non agisca come una magistratura preventiva, con passi affrettati, riguardanti i vertici aziendali. Giusto quindi quanto dichiarato ieri dal ministro dello Sviluppo, Corrado Passera: “Credo che un avviso di garanzia, di per sé, non sia una buona ragione per destabilizzare un’azienda”. Ovviamente si riferiva all’avviso di garanzia arrivato all’ad di Finmeccanica, Giuseppe Orsi. Per quel che concerne le centrali di comando delle grandi imprese che operano nello scacchiere internazionale, specie nelle industrie strategiche in rapporto con i governi, il requisito della continuità e della stabilità è essenziale. E’ un principio che i circoli politici e mediatici italiani dovrebbero avere imparato ad apprezzare: si tratta in fondo della stessa dinamica che riguarda lo spread sui titoli del debito pubblico e che diventa ingestibile ogni volta che viene messa in causa la capacità di sopravvivenza del governo e della coalizione politica che lo regge. Le forniture in questione, infatti, non sono simili a quelle di un banco di ortofrutta, dove si ritira la merce subito dopo averla scelta. Esse si svolgono nel tempo, con scadenze a date prefissate su cui gli acquirenti fanno affidamento, per i loro programmi a medio termine. E chi ha firmato il contratto ne è il garante.
Occorre evitare che ai guai della recessione si aggiunga la crisi di Finmeccanica. Anche perché questo gruppo è un tesoro che fa gola a molti, non solo in Italia. Svendere Piazza Montegrappa non equivarrebbe a fare giustizia e soprattutto non sarebbe un buon servizio per il paese.